Astrarium

Opera in Tecnica Mista: sanguigna, pastello morbido, acquerello.

Carta di pura cellulosa “Rosaspina Fabriano” 220 mg

Dimensioni 67 x 67 cm

UN MODELLO PER UN GRANELLO DI UNIVERSO

Astrarium (novembre 2017-giugno 2018) nasce su commissione, ovvero come copertina di un album discografico; l’idea del gruppo musicale committente ZERO CALL© era quella di illustrare una scena ambientata in un sotterraneo dove un inventore sarebbe rimasto vittima della sua creatura a tal punto da ignorare pure la luce naturale, mai scontata; l’invenzione doveva essere un modello per spiegare l’universo e più precisamente, se possibile, l’Astrario di Giovannni Dondi (XIVsec.), ovvero l’orologio medievale a pianta eptagonale rilevante la posizione dei pianeti allora conosciuti rispetto alla terra; l’ambientazione, i sotterranei del Castello di Chillon in Svizzera, fondato in parte su roccia ed in parte su pilastri.

LA CONCEZIONE

Nell’immaginario di Lorenzo Zangheri la cosa risultò immediatamente interessante; ciò che ne conseguì, fu un’elaborazione durata oltre 8 mesi di lavoro; l’opera, con il passare del tempo, si tramutò di fatto in un vero e proprio progetto meccanico, fornendo al tempo stesso l’occasione di essere pure allegoria dei modelli costruiti dall’uomo per spiegare l’infinitamente grande; in tal senso: l’uomo per quanto si applichi nella costruzione di studi e modelli della natura, ne resterà sempre imitatore grossolano.
L’artista è partito dallo studio dell’orologio di Dondi, lo ha deingenerizzato, ne ha compreso i sistemi per poi riprogettarlo (notevolmente semplificato) “espanso” in un ambiente voltato. Avvelendosi del supporto digitale al fine di verificarne gli allineamenti, i raggi di rotazione, di oscillazione dei pendoli e – al contempo – l’assenza di interferenza tra componenti, Lorenzo Zangheri reinventa un Astrarium esploso e nel quale l’uomo partecipa direttamente come motore.
L’Opera è stata confermata come copertina dell’album “Fears and Dreams Of Living Machines” del gruppo musicale ZERO CALL©, In uscita ad Ottobre 2018..

FUNZIONAMENTO

- L’uomo aziona i pendoli collegati in serie
- I pendoli, collegati ad un sistema di scappamento ad ancora, trasmettono il movimento alla “ruota dell’anno” ovvero la principale ruota di trasmissione
- La ruota dell’anno, collegata anch’essa in serie a tutte le altre presenti (una per ogni campata dell’ambiente voltato), trasmette il movimento alla ruota orizzontale di “orbita” di ogni corpo celeste
- Alla ruota orizzontale è connesso un braccio di sostegno a cui resta appesa una sfera, ovvero il modello di corpo celeste;
- La sfera, ruoterà su una piattaforma a terra, ovvero una mappa suddivisa in 12 settori, uno per ogni mese, rilevante la posizione del pianeta rispetto alla terra (centro della rotazione); qualora il pianeta avesse uno o più satelliti (sfere più piccole), il sistema prevede anche una doppia rotazione congrua a quella principale.