Il disegno

La SANGUIGNA
Nel suo primo periodo di produzione artistica, Lorenzo ha realizzato numerose opere a sanguigna, materiale e stile a cui resta legato.
La motivazione è la seguente: la sanguigna è l’antica matita. Il sostantivo stesso “matita” deriva dalla ematite, minerale ricco di ossido di ferro e tracciante rosso comunemente noto come Sanguigna. Nel Cinquecento per matita s’intendeva proprio la sanguigna e solo dopo, per estensione d’uso, verrà intesa pure la grafite.
Lorenzo utilizza sanguigna non per nostalgia del glorioso passato italiano, non per emulazione degli antichi maestri, nemmeno per omaggiare gli scenografi del secolo scorso, usa sanguigna perché anima del disegno comunque inteso: nella storia, è stata usata sia a fini tecnici che a fini artistici, proprio perché “accende” l’opera, ombre comprese; con l’aggiunta di essa, è come se l’opera iniziasse a vivere o, almeno, ad avere personalità.
Le tonalità utilizzate da Lorenzo sono almeno tre: sanguigna grassa, sanguigna XVIII secolo e Sanguigna Medici.

 

LA TECNICA MISTA (PASTELLO MORBIDO, GOUACHE ED ACQUERELLO)
Al fine di salvaguardare l’uniformità di sfondo delle opere, di gradazione tonale e soprattutto l’integrità del supporto cartaceo, Lorenzo ha nel tempo combinato varie tecniche insieme, in particolare acquerello e pastello morbido. La combinazione di pittura all’acqua e pittura a secco (polvere) ha consentito a Lorenzo di conservare la brillantezza della carta dei colori applicati. Dopo lunghe attese di asciugatura e di rimessa in forma del supporto cartaceo, matite, sfumini e pennellini completano l’opera nei particolari di dettaglio.